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Non si esauriscono e non inquinano. Queste in sostanza sono le caratteristiche principali delle fonti energetiche rinnovabili. Vediamo in breve le risorse naturali a cui si può attingere per produrre energia verde.
* Acqua. Nel nostro Paese le fonti idriche (fiumi e laghi) rappresentano di gran lunga la risorsa rinnovabile più sfruttata ai fini energetici. Attualmente rappresenta circa il 70% dell'energia prodotta da fonti alternative e i margini di crescita sono ridotti all'osso. Anche a livello comunitario l'acqua rappresenta la fonte rinnovabile maggiormente utilizzata: nel 2005 sfiorava quasi il 70% della produzione di elettricità ottenuta da risorse alternative agli idrocarburi.
* Vento. Grandi pale, gli aerogeneratori, sfruttano l'energia cinetica del vento, trasformandola in elettricità. Nel nostro Paese questa fonte energetica è poco diffusa. Anche se negli ultimi anni si è registrato qualche progresso, i limiti naturali del nostro
territorio ne impediscono uno sviluppo rilevante. L'Italia rimane ben al di sotto di altri Stati europei, come Germania e Spagna. Lo sfruttamento del vento assicura poco meno del 3% del consumo totale di elettricità dell'Unione europea. Entro il 2010 le previsioni indicano che l'energia eolica dovrebbe lentamente salire, fino a coprire il 4-6% del consumo elettrico comunitario.
* Sole. Sono sostanzialmente due i sistemi per sfruttare l'energia del sole: gli impianti termici producono acqua calda domestica attraverso pannelli solari, mentre quelli fotovoltaici trasformano il potenziale energetico in elettricità. La diffusione degli impianti solari termici nel nostro Paese ha avuto un'impennata solo negli ultimi anni, portandosi a livelli simili ad altri Stati europei come Grecia e Austria. Nel complesso la diffusione di questi sistemi è cresciuta in tutta l'Unione europea, grazie anche alla politica comunitaria che spinge sempre più all'utilizzo di questi impianti per la produzione di acqua calda domestica. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, la normativa italiana cerca di favorire il loro sviluppo tramite incentivi e benefici economici.
* Biomasse. L'energia si ottiene attraverso la combustione di materiali naturali molto spesso destinati allo scarto: legname, residui agricoli e forestali, rifi uti urbani vegetali, scarti dell'industria agroalimentare. Oltre all'elettricità, con questi materiali si possono produrre carburanti alternativi (biodiesel, bioetanolo) molto meno inquinanti della tradizionale benzina. L'Unione europea ha imposto ai Paesi membri che nel 2010 almeno il 5% del totale dei carburanti sia prodotto con biomasse.
* Geotermico. Sfruttando il calore del sottosuolo si produce energia. L'Italia è tra i Paesi europei che più utilizza questo sistema: il 2% dell'elettricità nazionale deriva da energia geotermica. Quest'ultima è concentrata soprattutto in alcune aree della penisola, in particolare Toscana (famoso è Larderello) e Umbria.
Il pianeta soffoca, assediato dall'inquinamento, e il sistema economico mondiale macina sempre più energia per soddisfare i bisogni umani. Per cercare di invertire questa tendenza al collasso ecologico, l'Unione europea ha messo in atto una strategia a lungo termine: nelle intenzioni dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 e degli altri gas responsabili dell'ffetto serra. L'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili (sole, acqua, vento), con la conseguente diminuzione di quella ottenuta dagli idrocarburi, si inserisce tra le priorità stabilite dalla Commissione di Bruxelles, che hanno il loro pilastro legislativo nella Direttiva 2001/77/EC. Quest'ultima prevede che nel 2010, quindi tra circa due anni, il 21% dell'elettricità prodotta dai 25 Paesi comunitari provenga da fonti energetiche rinnovabili. Ogni singolo Stato membro ha fissato per quella data un proprio obiettivo: per l'Italia è il 25%, una meta che ad oggi sembra in realtà irraggiungibile, visto che gli ultimi dati indicano che nel nostro Paese la produzione di elettricità da fonti alternative è ferma al 16% del totale. Mentre stiamo scrivendo è attesa a breve una nuova proposta legislativa da parte della Commissione di Bruxelles, che dovrebbe fissare una tabella di marcia più rigida di quella attuale in merito allo sviluppo e alla diffusione in Europa dell'energia prodotta da fondi rinnovabili. Il Parlamento di Strasburgo ha già trasmesso alla Commissione le proprie indicazioni: viene suggerito di fissare che entro il 2020 l'energia prodotta da fonti rinnovabili raggiunga il 25% nel settore dell'energia primaria. Va ricordato che il peso dell'energia ottenuta da risorse rinnovabili può aumentare anche con la complessiva diminuzione del consumo energetico globale. In realtà la tendenza è esattamente all'opposto: in questi ultimi anni il fabbisogno è infatti costantemente cresciuto. Qual è la situazione del nostro Paese? Forti della ricchezza di fiumi e laghi, in particolare nell'arco alpino, il nostro pacchetto di fonti rinnovabili poggia in gran parte sullo sfruttamento dell'energia idrica. Sole, vento, biomasse e calore geotermico raccolgono per ora solo le briciole. Seppure timidamente, qualcosa però si sta muovendo anche in Italia, soprattutto per approfittare in maniera maggiore della risorsa fornita dai raggi solari.

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